Roma-Napoli 2-1, il gruppo giallorosso griffato Fonseca continua a stupire

02/11/2019

di FABIO CAMILLACCI/ La Roma avanza: i giallorossi battono 2-1 il Napoli nel big-match dell’Olimpico e salgono al terzo posto in attesa di Atalanta-Cagliari. Apre le marcature il “baby-fenomeno” Zaniolo al 4° gol consecutivo, Europa League compresa. Evidentemente, le critiche di Don Fabio Capello lo hanno stimolato. Terzo successo di fila in campionato invece per la squadra di Fonseca: il tecnico portoghese è stato bravissimo nel creare un gruppo unito e compatto, un gruppo che gioca bene, sa soffrire, e si esalta nelle difficoltà, alla faccia dei tanti infortuni. Alcune perle dell’ex allenatore dello Shakhtar Donetsk: il difensore Mancini schierato a centrocampo per far fronte all’emergenza, la rinascita di Pastore (l’argentino se sta bene fisicamente è un “top player”) e lo straordinario spirito di squadra. Spesso nel calcio, creare una giusta “chimica” nello spogliatoio può risultare più vincente di moduli, tattica e giocate dei singoli. Questa Roma “stradarola” e “testaccina” ha anima e cuore. Secondo molti addetti ai lavori, Fonseca, come il tecnico del Liverpool Jurgen Klopp, è bravissimo nell’empatia con tutti gli elementi della rosa. Nella Roma di oggi tutti si sentono importanti: non esistono figli e figliastri.

Napoli che succede? Prosegue l’involuzione degli azzurri di Carlo Ancelotti (oggi in tribuna causa squalifica). Ai partenopei non basta un gol di Milik dopo il raddoppio firmato Veretout su rigore; peraltro, nel primo tempo, l’ottimo portiere Meret para un penalty all’altro specialista Kolarov. Meret, nuovamente migliore in campo del “Ciuccio”, si candida a un ruolo da titolare anche nella nazionale di Mancini. Donnarumma è avvisato. Il Napoli non è più solido e spumeggiante come un tempo: la difesa fa acqua, la manovra non è fluida e l’attacco atomico ha le polveri bagnate. Il sogno scudetto si sta trasformando in un incubo. Un incubo testimoniato dall’attuale 7° posto a -11 dalla Juve capolista, -10 dall’Inter e a -4 dalla Roma. Ecco perchè De Laurentiis farebbe bene a prendersela con Ancelotti e i suoi calciatori invece di lanciare inopportune e ingiustificate intemerate contro gli arbitri. I problemi di questo Napoli vanno individuati e risolti in casa, non all’esterno. Ma forse il problema del Napoli è proprio ADL e le sue continue “picconate”.