EMERGENZA CORONAVIRUS/ Finalmente la Uefa si sveglia: stop a Champios ed Europa League. Altri 4 casi in Serie A

13/03/2020

di FABIO CAMILLACCI/ “S’è svejato!!”. Una delle battute cult del film “Il Marchese del Grillo” con il grande Alberto Sordi, si attaglia perfettamente al massimo organismo calcistico europeo: la Uefa. Finalmente, senza aspettare martedi prossimo, i cosiddetti “Stakeholder” della Federazione europea (una sorta di “stati generali”), hanno deciso di rinviare tutte le partite di Champions ed Europa League a partire dalla prossima settimana. Stop totale causa emergenza coronavirus. La Uefa, così come tante altre Federazioni calcistiche europee ha capito che era inutile e nocivo continuare a far finta di niente.

Uefa paladina del “The show must go on”. D’altronde, la Uefa l’11 settembre del 2001 fece giocare lo stesso le partite di Champions nonostante l’attacco alle Torri Gemelle; stessa cosa l’11 marzo 2004 dopo gli attacchi terroristici in Spagna, le squadre di club iberiche furono costrette a scendere in campo. Stavolta però ci troviamo davanti a un evento planetario e mortale ai livelli di una “Guerra Mondiale” e la Uefa vivaddio, seppur con grande ritardo, ha detto stop.

Il calendario azzerato. Champions League: niente ritorno degli ottavi di finale Bayern Monaco-Chelsea (previsto il 18 marzo a porte chiuse). E niente Barcellona-Napoli, anche se per la gara del Camp Nou di fatto era scontato: non potendo viaggiare in Spagna la squadra di Gattuso, la sfida al massimo si sarebbe potuta giocare in campo neutro e senza pubblico. Stop anche all’Europa League, almeno per le 6 partite di ritorno degli ottavi previste. Tutto questo in attesa di decisioni su Inter-Getafe e Siviglia-Roma per le quali non si è giocata nemmeno l’andata.

Fermate anche le competizioni giovanili. Oltre alla Youth League (la Champions delle squadre “Primavera”), rinviati gli Europei Under 19 e gli Under 17 maschili e femminili: competizioni giunte alla “Fase Elite”, ovvero il secondo turno di qualificazione per promuovere le finaliste dei rispettivi tornei. Da definire i recuperi. Ora c’è attesa per la videoconferenza globale di martedì con Federazioni, Leghe, club e calciatori, per definire un vero e proprio piano organizzativo per il 2020 e 2021. Si deciderà su Euro 2020 (probabile il rinvio) e andrà trovato un nuovo calendario di compromesso che ovviamente impatterà sui conti di tutti.

Nonostante tutto, sarà un altro normale weekend di calcio in ben 16 nazioni europee. Chi a porte chiuse, chi addirittura a porte aperte, molte Leghe infatti hanno deciso per andare avanti. Peggio del calcio italiano e della Uefa. La Bundesliga tedesca alla fine si è fermata: ultimo dei grandi tornei europei di calcio a resistere. Ma ci sono delle piccole realtà che non mollano. Si gioca a porte chiuse in Turchia, ma non mancano i Paesi dove gli stadi saranno accessibili: Cipro, Russia (massimo 5mila persone), Bielorussia, Serbia, Islanda. E poi ci sono le Nazioni dove sono state rinviate le gare dei professionisti uomini, ma ancora non ci sono comunicati riguardo ai campionati femminili, giovanili o amatori (vedi Polonia e Portogallo). Nella lista ci sono anche: Svezia, Ucraina, Ungheria, Azerbaigian, Finlandia, Gibilterra, Kazakistan, Kosovo, Montenegro e Far Oer.

In aumento i casi di coronavirus in Serie A dopo Rugani, e Gabbiadini. Altri quattro giocatori della Sampdoria sono risultati positivi al Covid-19. Si tratta di: Omar Colley, Albin Ekdal, Antonino La Gumina, Morten Thorsby, oltre al dottor Amedeo Baldari, medico sociale del club blucerchiato. La Fiorentina invece ha reso noto che Dusan Vlahovic è risultato positivo al test per l’identificazione del coronavirus. Al momento il giocatore è asintomatico e si trova presso la sua abitazione. Forse non è un caso che Sampdoria e Fiorentina si sono affrontate a Genova lo scorso 16 febbraio. Il calcio, come scrivemmo fin da subito su Altroquotidiano, ha aspettato troppo tempo prima di fermare i giochi: e questi sono i risultati.